VITTORIO
SERMONTI
Vittorio Sermonti è nato a Roma nel 1929, sesto di sette fratelli, da padre avvocato di modestissime origini pisane, e madre di cospicua famiglia palermitana: da bambino, vedeva circolare in casa dei nonni e di zii materni, a loro legati da vari gradi di parentela, V. E. Orlando (suo padrino di nascita), Luigi Pirandello, Alberto Beneduce, Enrico Cuccia. Un suo fratello, Giuseppe, è genetista di fama mondiale.
Freelance ostinatissimo, nelle vesti più disparate — narratore, saggista, traduttore, regista di radio e tv, giornalista, docente di Italiano-Latino al liceo «Tasso» di Roma (1965-1967), e di tecnica del verso teatrale all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica (1973-1974), consulente CEE (1985-1988), poeta e lettore di poesia — V. S. si occupa da sempre dell’energia vocale latente nei testi letterari, insomma, del rapporto fra la scrittura e la voce.
Cresciuto nel perimetro di Niccolò Gallo con Giorgio Bassani, Cesare Garboli, Antonio Delfini, P.P. Pasolini, Goffredo Parise, e molti altri; promosso per le stampe da Roberto Longhi (è redattore di «Paragone» dal remoto 1954); V. S. si è laureato con lode ma tardi (1963) alla Sapienza di Roma in Filologia Moderna con tesi su Lorenzo Da Ponte (relatori, Natalino Sapegno e Giovanni Macchia).
Per meno di un anno (1956) è stato iscritto al P.C.I. Nel 1956-57 ha vissuto a Brema, nel 1967-68 a Praga, nel 1975-79 a Torino, dove ha diretto il Centro Studi del Teatro Stabile.
Ha collaborato a vario titolo con diversi giornali (L’Unità, 1979-82; Il Mattino, 1985-86; Corriere della Sera, 1992-94).
Nelle sue centoventi regie per la radio (1958-1984), ha lavorato con i più grandi attori del tempo: da Renzo Ricci a Vittorio Gassman, da Paolo Poli a Carmelo Bene, da Sarah Ferrati a Valeria Moriconi.
Tra il 1987 e il 1992 ha registrato per Raitre l’intera Commedia introdotta da cento racconti critici sotto il titolo La Commedia di Dante, raccontata e letta da V.S; tra il 1995 e il 1997 ne ha replicato la lettura, ampliando le introduzioni, nella basilica di San Francesco a Ravenna, davanti a migliaia di persone di ogni età, ceto, grado di istruzione; tra il 2000 e il 2002, aggiornando via via la parte critica, ai Mercati di Traiano e al Pantheon di Roma; dal 2003 al 2005 a Firenze (Cenacolo di Santa Croce) e a Milano (S. Maria delle Grazie); nel 2006 a Bologna (Santo Stefano). In letture di singoli canti si è prodotto per tutta Italia, ma anche in Svizzera, Spagna, Regno Unito, Argentina, Cile, Uruguay, Israele, Turchia... Nell’autunno 2006 (Milano, Santa Maria delle Grazie) e nell’autunno 2007 (Roma, esedra del Marco Aurelio nei Musei Capitolini) ha letto i XII libri dell’Eneide tradotti da lui. Fra l’autunno 2009 e la primavera 2010 ha registrato per intero — con la regia di Ludovica Ripa di Meana e a loro spese — la versione definitiva dei cento commenti-racconto e delle cento letture della Commedia di Dante, dei dodici libri dell’Eneide e di 14 «racconti verdiani». Nel giugno 2012 ha registrato — stessa regia, stesso finanziamento — le Metamorfosi di Ovidio nella sua traduzione.
Residente da sempre a Roma, V.S. ha soggiornato per molti anni e in epoche diverse a Milano.
In prime nozze con Samaritana Rattazzi ha avuto tre figli: Maria, Pietro e Anna; vive da trent’anni a Roma con Ludovica Ripa di Meana, poeta, che ha sposato nel 1992.
Membro d’onore della «Dante Alighieri» di Parigi, membro dell’Accademia Virgiliana di Mantova e dell’Aspen Institute Italia, V.S. è cittadino onorario di Ravenna e di Palermo.
A marzo 2016 riceve il Premio Nazionale per la traduzione a cura del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo "per aver tradotto con particolare acume interpretativo ed una scrittura agile ed elegante la letteratura classica e aver affrontato le letture dantesche riconsegnando alla contemporaneità la più profonda essenza dell’opera del Poeta"
Non gode di lauree ad honorem.


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